Libri e letture

Luglio 27, 2009 – 10:25 am

Da oggi il nostro blog ha una nuova sezione: la pagina dei libri.

Si tratta di uno spazio dedicato alle letture per la classe e per il docente, nel quale tutti noi possiamo segnalare libri particolarmente belli o comunque interessanti, che hanno stimolato idee didattiche o riflessioni sull’insegnamento dell’italiano.

Questa pagina sarà sempre aperta alle vostre e alle nostre segnalazioni: recensioni, opinioni, commenti e tutto ciò che può alimentare uno scambio di pareri sulle letture da portare in classe o da meditare.

Invitandovi ad approfittare di questa opportunità che ci offre Internet e la struttura stessa del blog, vi segnaliamo anche un altro blog ASP dedicato espressamente al piacere di leggere (“Libri per piacere”). Anche qui potete trovare idee e spunti di riflessioni.

Infine, vi segnaliamo il sito www.anobii.com: provate a visitarlo e, se volete, a creare la vostra libreria. Si tratta di un’altra risorsa che può farvi venire voglia di leggere ancora di più.

Ricordatevi di inserire, a inizio commento, il titolo del libro con il nome dell’autore e, possibilmente, l’anno di pubblicazione e la casa editrice.

Dunque, buone letture e buoni commenti!

Ecco le copertine dei libri che sono stati presentati nel nostro blog:

La congiura dei Cappuccetti

  1. 24 Responses to “Libri e letture”

  2. La congiura dei Cappuccetti
    di Stefano Bordiglioni (Einaudi Ragazzi, 2005)

    Una classe di V elementare si trova a fare i conti con la supplente Elvira, che non è proprio brava come la maestra precedente. Il problema principale è che tratta i suoi allievi come bambini molto piccoli, demotivandoli e facendoli sentire a disagio. Per fortuna, però, i bambini trovano una bella soluzione, attraverso una strategia che culmina con le loro riscritture della storia di Cappuccetto Rosso.

    Il libro si divide in due parti: la cornice e le versioni riscritte di Cappuccetto Rosso. Il problema di fondo è che la cornice assume troppo spessore, diventando (per numero di pagine e per rilievo) la storia principale. Avrei apprezzato di più una cornice “sottile” e un rilievo maggiore dato proprio alle riscritture, che sono divertenti (per tutti, bambini e adulti) e utili (per chi volesse trarre quelche interessante spunto didattico da utilizzare in classe con i bambini di scuola elementare).

    Sul piano didattico, mi pare opportuno mettere in luce come le storie “rivedute e corrette” della classica fiaba mostrino con evidenza lampante quanto possa essere proficua la pratica della riscrittura in classe, a patto che segua certi criteri: esemplare, per contrasto, il “Cappuccetto Rosa” proposto dalla maestra supplente, che si risolve in una storia piatta e banale. I bambini, invece, propongono delle riscritture “problematiche”, a partire dal titolo (Cappuccetto Zozzo, Cappuccetto Rozzo, Cappuccetto Tonto, Cappuccetto Grosso, ecc.) e con alcuni vincoli precisi (il lupo non mangia la protagonista e il cacciatore non gli spara). Si tratta di un bell’esempio di come dovrebbe essere impostata dal buon docente un’attività di questo tipo: non una consegna banale, che limiterebbe la possibilità di riflettere e inventare ai bambini, ma una consegna appunto problematica, pensata apposta per stimolare la riflessione sulla scrittura e la creatività degli allievi.

    In conclusione: utile, divertente, con qualche riserva sulla cornice troppo pesante.

    By Simone Fornara on Lug 27, 2009

  3. Opere. Romanzi e scritti stravaganti 1932-1974
    di Achille Campanile (Bompiani, 2003)

    Per lavorare sulla comprensione del testo scritto, all’inizio è meglio basarsi su brani corti. Per esempio, le barzellette, aiutano parecchio e inoltre piacciono. Con il passare degli anni si possono introdurre anche storie dove la logica dell’ironia diventa un po’ più sofisticata.
    Questa mia introduzione per proporre uno scrittore (non è mica l’unico!) che si presta parecchio a itinerari di questo tipo. Mi riferisco ad Achille Campanile. Nelle Opere, Romanzi e scritti stravaganti 1932-1974 edito da Bompiani, si può trovare il Trattato delle barzellette, apparso nel 1961 “ad uso delle scuole, università, famiglie, comunità, signore sole, viaggiatori, tipi sedentari e professori della Sorbona”.
    Ecco per esempio due storielle che si possono usare in una terza elementare:

    Un amico, a Pierino: “Il mio fratellino minore cammina da quattro mesi.” “Chi sa come sarà arrivato lontano, adesso!”

    Il maestro: “Pierino, come mai non fai progressi? Alla tua età, io già sapevo leggere e scrivere correntemente.” “Si vede che lei aveva un maestro più bravo del mio.”

    Per i più grandi, cioè noi:

    Nella vetrina d’un salumiere, approssimandosi novembre: “Il negozio resterà chiuso per i Santi e aperto per i Morti”.

    Un telegramma: “Causa inondazione, il paese è senz’acqua”.

    In un negozio di vini: “Dalla fonte al consumatore”.

    E termino con una che in questi tempi gira piuttosto sul tragico:

    Annuncio economico: “Vendo cane pastore maremmano; mangia tutto; gli piacciono i bambini”.

    Chiedo comprensione per questo mio intervento, ma il caldo contribuisce a peggiorare certe derive mentali …

    By Francesco Giudici on Lug 28, 2009

  4. Un problema è un bel problema
    di Stefano Bordiglioni (Einaudi Ragazzi, 2005)

    Un ragazzino si trova annoiato e con difficoltà a risolvere i classici problemi di matematica. Un giorno decide di inventare lui stesso dei fantaproblemi e così inizia a scriverli su un quaderno rosso. È un lavoro che lo entusiasma e lo gratifica, però gli sorge un dubbio “e se questi fantaproblemi piacessero solo a lui?” e così decide di farli leggere ai suoi compagni. Il risultato é strepitoso: i compagni entusiasti gli chiedono nuovi fantaproblemi che parlino dei loro interessi…
    È un libro divertente, in particolare per i fantaproblemi.
    Io penso di leggerlo ai miei allievi e analizzare i fantaproblemi e confrontarli con le situazioni problematiche tradizionali. Crearne assieme dei nostri fantaproblemi, ciò sperando di avvicinarli alla comprensione delle situazioni problematiche che si affrontano in classe.

    By antonella on Ago 5, 2009

  5. Antonella mi ha chiesto di suggerirle qualche titolo di libri da leggere in una quinta. Riporto qui le mie riflessioni, sperando che possano essere di qualche utilità anche per altri.

    Non è facile consigliare un libro per una quinta, perché dipende molto dal tipo di lavoro che si vuole fare. Posso segnalare alcuni titoli che ho letto ultimamente, tra quelli che ho inserito in anobii, ma credo anche che il gusto personale sia fondamentale, perché veicola entusiasmo anche ai bambini.

    Io, ad esempio, impazzirei letteralmente nel proporre a una quinta La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl, perché è ricchissimo di spunti: ci puoi costruire percorsi grammaticali, giochi di parole, esercizi di riscrittura e tanto altro ancora, per finire con la visione dei due film che ne sono stati tratti.

    Per una lettura più meditata e meno spassosa, suggerirei Lo stralisco di Piumini; è un libro emozionante, e potrebbe essere la base per creare dei collegamenti con altre materie (disegno, geografia, ecc.), o per fare dei bei lavori sul testo descrittivo, con una bella parte di morfologia e lessico (aggettivi).

    Infine, se si vuole puntare sulla lettura come stimolo per la riscrittura, torno a segnalare La congiura dei Cappuccetti di Bordiglioni, magari cambiando fiaba (es.: “La bella addormentata nello sgabuzzino”, “La bella addormentata nell’orto”, “La bella addormentata sull’albero”, “La bella addormentata sull’antenna televisiva”, e largo alla fantasia).

    In definitiva, credo che ogni libro di qualità si possa usare, basta “sentirselo dentro”. La passione insieme alla chiarezza di intenti (e alla competenza in materia, ovviamente) fanno il resto.

    By Simone Fornara on Ago 5, 2009

  6. Io penso di usare Le streghe di Dahl perché è troppo “schifoso” e quindi ci fa ridere. Ho preparato una caccia al libro dove i bambini in vari punti troveranno dei pezzi del libro e a dipendenza dovranno completare, riordinare, trovare,… e c’è un punto in cui dovranno costruirsi lo spiedino con cose assurde da mangiare (unghie di maiale, intestino di lumaca,…) che alla fine si riveleranno della semplice frutta. Questo è un mio modo per stimolarli e incuriosirli alla lettura del libro, inoltre avranno già letto alcune parti e spero che quando le ritroveranno nel libro saranno ancora sotto l’influsso magico del gioco.
    Questo perché la mia è una classe che non legge molto e ha qualche difficoltà ad approcciarsi con i libri.
    Per questo io punto dapprima sull’aspetto ludico (ho seguito diversi corsi con Aurora Martini), e la verifica di comprensione avviene tramite delle gare. Inizialmente sono rimasta perplessa, quando dopo alcune lezioni ho scoperto che diversi allievi non avevano letto, ma la perplessità è aumentata davanti alla loro motivazione “tu ci fai giocare, non ci dai la verifica con la nota!”… una valanga di tristezza ha riempito il mio cuore…
    Per fortuna i giochi hanno avuto la meglio e la voglia di divertirsi li ha portati a leggere, forse gustandosi di più le storie. Però non sono abili lettori e fanno fatica a “mettersi lì” con un libro. Ho consigliato ad alcuni genitori di leggerli loro ai figli, di non obbligarli a restarsene in camera a leggere se non ne hanno voglia, ma mi hanno guardato in modo strano. Per finire hanno comperato il dvd di La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare e così per loro il problema era risolto…
    sig!
    Ho ordinato La congiura dei Cappuccetti e sto stendendo un itinerario di italiano legato a Shrek, dove tocco vari punti: dalla descrizione al dialogo, per finire con la struttura della fiaba, dove spero di poter ne leggere un’infinità e rivedere con loro e se il libro sui cappuccetti è come penso mi sarà d’aiuto.
    Per quanto riguarda Lo stralisco sono scettica, perché mi sembra così difficile e distante da loro, io l’ho letto in una quinta buona, ma faticavano a seguirlo. Se ti è piaciuto ti consiglio anche Motu Iti, una storia ambientata sull’isola di Pasqua dove si motiva il perché delle enormi teste (sempre di Piumini).

    By antonella on Ago 5, 2009

  7. Arrivano i mostri!
    di Alan Snow (Mondadori, 2006)

    A me piace tantissimo Terry Pratchett. Purtroppo in quasi tutti i suoi libri ci mette qualche trovata che sarebbe un po’ fuori luogo spiegare in una quarta o quinta elementare. Mi ricordo, per esempio, di una strana macchina fotografica contenente degli omini, che con pennelli e vernice ritraevano velocemente ciò che veniva inquadrato. A un certo punto non potevano più usare il rosa, per le albe e i tramonti, perché detta tinta l’avevano praticamente esaurita durante una visita per immortalare il bordello della città. Terry Pratchett ha scritto la serie che comincia con il titolo Il piccolo popolo dei grandi magazzini e che continua con Il piccolo popolo all’aria aperta e si conclude con Il piccolo popolo decolla. Questi ultimi tre libri, o almeno uno di essi, si possono trovare in qualsiasi biblioteca di classe.
    L’autore del quale voglio scrivere però è un altro… che nel mio pensiero si accomuna a colui che ho citato all’inizio. Si tratta di Alan Snow. Snow è pure disegnatore e ciò dà un valore aggiunto alle sue opere. Il libro sul quale ho puntato il mio sguardo è Arrivano i mostri! edito da Mondadori nel 2006. Si tratta di un’opera ambientata su una Terra post-catastrofe, abitata da personaggi assurdi e con rimasugli di oggetti tecnologici. È un libro da leggere tenendolo in mano perché gli innumerevoli disegni e manifesti corredano efficacemente il testo. La storia si dipana su oltre cinquecento pagine, ma il buon lettore si diverte continuamente.
    P.S. Nella mia aula, a disposizione però di tutte le altre classi, ho una “sezione extra” che va sotto la denominazione LIBRI PER LETTORI CORAGGIOSI e si compone, per ora, di una decina di opere con oltre cinquecento pagine. Altri titoli presenti saranno svelati durante i miei successivi interventi.

    By Francesco Giudici on Ago 10, 2009

  8. Appoggio Antonella per quasi tutto quanto ha scritto, in particolare per Motu Iti!
    Anch’io sto pensando a un anno mostruoso legato a Shrek…
    ne ho appena rivista la prima parte alla ricerca di tutte le fiabe citate, l’idea principale è quella di riprenderle, riscriverle e magari anche imparare a raccontarle (ho in mente una bacheca con i fili delle storie con i nodini sui punti salienti da non dimenticare…).
    Vorrei seguire anche il tema del diverso-emarginato-incompreso dalle capacità o qualità nascoste.
    Legato a questo tema vi presenterò un libro.

    Una volta in quinta abbiamo proposto due lilbri di Orlev (L’isola in via degli uccelli e Corri, ragazzo corri) e fu un successo anche se il tema può essere abbastanza pesante e qualche scena piuttosto forte.

    By andrea panizza on Ago 10, 2009

  9. Sono contento nel sentire che Antonella e Andrea hanno deciso di tentare la via su Shrek, che nell’ultimo incontro del primo anno di corso ho definito come un esempio efficacissimo di ipertesto, per i numerosissimi richiami a fiabe e storie di vario genere che contiene. Sarebbe bello avere dei riscontri strada facendo, mano a mano che proporrete le attività ai bambini. In bocca al lupo!

    By Simone Fornara on Ago 10, 2009

  10. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore
    di Stefano Bordiglioni (Einaudi Ragazzi, 2009, Ia ed. 2006)

    Considerato che Stefano Bordiglioni sta spopolando con due fra i quattro libri segnalati, ne aggiungo uno anch’io. Si tratta di “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore”, Einaudi Ragazzi (ISBN 978-88-7926-774-8). L’ho letto qualche pomeriggio fa e mi è sembrato degno di figurare nelle nostre liste. Chissà se altri del nostro gruppo lo hanno letto? A me è piaciuto innanzitutto per gli spunti che potrebbe darmi per un lavoro sui sentimenti e la stesura di un diario personale o di classe; c’è anche l’appunto grammaticale, ben ripartito nel testo, inerente quelle quattro paroline (dunque, allora, sebbene, infine).

    1001 attività per raccontare esplorare giocare creare con i libri
    di Philippe Brasseur (Edizioni Lapis, 2009)

    Segnalo, per dar un po’ più di peso al mio intervento, un libro interessante per gli insegnanti che amano lavorare con i libri … si tratta del testo di Philippe Brasseur che ha per titolo “1001 attività per raccontare esplorare giocare creare con i libri”, della Edizioni Lapis di Roma (ISBN 88-7874-122-1).

    By Francesco Giudici on Ago 17, 2009

  11. Scuola foresta
    di Stefano Bordiglioni (Einaudi ragazzi, 2001)

    Tanto per mantenere alte le quotazioni di questo simpatico scrittore…
    Sono corte e simpatiche descrizioni di animali in cui i bambini si possono riconoscere sia per qualità sia per difetti. L’avevo usato, qualche anno fa, con una classe un po’ esuberante e ci ha permesso di focalizzare le nostre personalità e utilizzando il paragone-similitudine-… ci ha permesso di parlare di noi e di trovare il giusto equilibrio per poter lavorare e apprendere.

    By antonella on Ago 19, 2009

  12. I terribili cinque
    di Wolf Erlbruch (Edizioni E/O, 2006)

    Ecco, finalmente, la mia presentazione!
    Eh eh, non sapevo che libro scegliere.
    Ho deciso di puntare su “I terribili cinque” di Wolf Erlbruch, edizioni e/o.
    Un libro che fa bene a tutte le età, che può aiutare a rompere il ghiaccio o a lasciare un buon ricordo.
    Il libro, ve lo posso anticipare, vive attorno alla frase: “Ciò che conta è quello che si fa!”.
    Cinque personaggi esteriormente brutti agli occhi dei più (una iena, un topo, un rospo, un pipistrello ed un ragno) si mettono in società per dimostrare il loro valore.
    Una storia che potrebbe essere scontatissima, ma che non risulta tale grazie ad un paio di trovate che la rendono intelligente e sorprendente.
    Un libro adatto ad introdurre argomenti importanti come il guardare oltre le apparenze, l’importanza della collaborazione, l’importanza di credere nei propri mezzi, l’importanza di sapersi accontentare di quello che si ha (impegnandosi comunque per avere di più), l’importanza di avere uno spirito positivo…
    Tutto questo e ancor di più in un libretto di una ventina di pagine, incredibile ma vero (se non siete d’accordo ditelo).
    Un consiglio: se volete leggerlo, non leggete il troppo esaustivo riassunto all’interno della copertina!

    By andrea panizza on Ago 21, 2009

  13. Le tredici vite e mezzo del capitano orso blu
    di Walter Moers (Salani, 2000, ISBN 978-88-7782-903-0)

    Ensel e Krete, una storia di Zamonia
    di Walter Moers (Salani, 2002, ISBN 88-8451-160-7)

    Rumo e i prodigi nell’oscurità
    di Walter Moers (Salani, 2004, ISBN 88-8451-436-3)

    Il 10 agosto scorso avevo scritto che avrei aggiunto qualche altro libro presente nella biblioteca che tengo per i “lettori coraggiosi”. Oggi ne propongo tre. L’autore è tedesco, si chiama Walter Moers e è nato nel 1957. Come Alan Snow, illustra lui stesso le sue opere.

    Le tredici vite e mezzo del capitano orso blu si svolge su Zamonia e segue le peregrinazioni che portano il protagonista a confrontarsi con individui strampalati in ambienti bizzarri creati dalla sesquipedale fantasia dell’autore. Spesso il racconto è interrotto da estratti del dizionario enciclopedico dei portenti, degli organismi e dei fenomeni bisognosi di spiegazione di Zamonia e dintorni del Prof. Dott. Abdul Noctambulotti.

    Ensel e Krete, una storia di Zamonia segue questi due gemelli dai nomi che richiamano una fiaba conosciuta anche sul nostro pianeta. L’avventura si dipana e si ingarbuglia nella grande foresta, in una zona chiamata Alberia.

    Rumo e i prodigi nell’oscurità è il terzo volume di questa serie; racconta le avventure di un cucciolo di croccamauro, sia nel mondo di sopra che in quello di sotto… sempre di Zamonia s’intende!

    Questi tre libri, messi insieme arrivano a quasi 1800 pagine, ma chi ama vagare con la mente in questi mondi fantastici… non si scoraggi perché Walter Moers ne ha scritti altri e due di questi sono già stati tradotti in italiano.

    By Francesco Giudici on Ago 23, 2009

  14. Leggimi forte. Accompagnare i bambini nel grande universo della lettura
    di Rita Valentino Merletti e Bruno Tognolini (Salani editore, 2006)

    Consiglio questo libro perché l’ho apprezzato molto e mi ha suscitato varie emozioni.
    Come dice la nota introduttiva ogni capitolo affronta un argomento in tre passi.
    Il primo passo sono i Racconti: Bruno Tognolini narra e commenta la sua esperienza di dieci anni di letture alla figlia.
    Il secondo sono le Riflessioni: Rita Valentino Merletti amplia quell’esperienza a termini più generali, che riguardano tutti, e la approfondisce a livelli più rigorosi.
    Il terzo passo sono le Suggestioni: brani da libri, racconti e rime e saggi, proposti come esempi, divertimenti e sostegni alle Riflessioni; e talvolta come materia prima già pronta per la lettura ai bambini.

    Parla con lui
    Gli umani, appena nati, paiono fragili e precari, in bilico sul ciglio della vita come sul crinale di una collina. Forse lo sono davvero, o forse è la nostra ansia di genitori che li vede così. Fatto sta che, a quel punto, noi prendiamo d’istinto a chiamarli, con voci e sorrisi, perché da quel crinale si lascino scivolare verso di noi, da questa parte e non da quella.
    La voce umana ha un potere grande e segreto, che assordati da molti apparecchi rischiamo di dimenticare. Prima del senso c’è il suono, prima delle parole c’è la voce. Quella voce ha potere sulle cose: le chiama all’umanità, le rende umane.
    Parliamo agli animali, che non conoscono parole, parliamo a una lapide, a una pianta, a uno specchio; a una persona in coma perché ricordi la vita umana, e vi ritorni.
    E a un neonato perché si fidi, e vi entri.
    La voce echeggia come un canto di balena in quell’oceano sconfinato e incomprensibile che è una nuova vita, per dire tre sole sconfinate verità: io sono qui, tu sei qui, il mondo è qui.
    I mesi e gli anni passeranno, quella voce prenderà forma di parole, perline di senso infilate in collane via via più fiorite e complesse: mangia, dormi, ridi, cresci, come stai?
    Ma sotto quella superficie variopinta, in certe ore del giorno, in certe condizioni di luce, di emozione, di sonno, noi siamo ancora in grado di sentirlo, quel suono senza senso, quella voce senza parole, che non “vuol dire” niente, ma genera umanità.
    La cosa fondamentale che questo libro dice a un genitore è dunque questa: parla a tuo figlio.
    Hai un potere di umana magia nella gola, unico eppure comune: perché ne sei avaro?
    Parla con lui, con lei. Non negargli ciò che sai fare, che gli serve.
    E se non sai cosa dire, ci sono sorgenti di parole giuste, che sono fatte per questo: leggi un libro.”

    Per concludere ecco una parte di riflessione che leggo a pagina 70 e che riguarda il mondo scuola.

    Sarebbe bello poter immaginare una scuola che, accanto alle i di “inglese, impresa e informatica” lasciasse un po’ di spazio alla i di “incanto”. Una scuola in cui non prevalga l’idea che “ciò che non si può contare non conta”, e che proprio dell’indefinito, nella meraviglia e nell’incontro con la bellezza trovasse lo spunto per invitare a un viaggio senza fine dentro la conoscenza, dentro la gioia dell’apprendere. [...] Le vite di tutti noi, e quella dei bambini soprattutto, sono troppo povere di bellezza e troppo ricche di cose che si possono contare. Ci si dimentica facilmente, forse, che non c’è apprendimento se non c’è emozione e che, pur nell’accumulazione incessante che caratterizza gli anni dell’infanzia, l’apprendimento trova slancio e linfa vitale all’interno di particolari momenti.
    Virginia Wolf li avrebbe definiti “momenti dell’essere”, momenti legati a un’esperienza affettiva intensa, a una spinta creativa o a un incanto che permettono di cogliere significati profondi e altrettanto profonde connessioni tra informazioni e conoscenze altrimenti distanti e separate. Quanti momenti come questi entrano nella vita dei nostri bambini? Impossibile saperlo, giacché, per fortuna, molti appartengono a quel mondo segreto dell’infanzia poco decifrabile dagli adulti. Molti però potrebbero essere favoriti da un mondo adulto più attento e più impegnato a vivere in prima persona incontri fatali con quella bellezza che difficilmente si può riconoscere tra quanto, quotidianamente, viene riversato nei suoi occhi e nelle sue orecchie da coloro che, quell’incontro fatale, temono e tentano in ogni modo di scongiurare.

    By Riccardo Marioni on Ago 30, 2009

  15. Le avventure del folletto Bambilla
    di Roberto Piumini (Mondadori, 2008)

    Probabilmente lo conoscono tutti.
    Parlo di quel libro di Roberto Piumini corredato dal titolo “Le avventure del folletto Bambilla”. (ISBN 978-88-04-58025-6). L’ho letto alla mia seconda elementare l’anno scorso, somministrato in porzioni piuttosto ristrette durante i primi dieci minuti di ogni mattina. Questo razionamento ha fatto sì che il libro restasse sulla cattedra durante una buona stagione. Quanti bambini sono venuti a leggerne delle parti, più o meno di soppiatto, credendo, ingenuamente, che a me non andasse a genio questo loro modo di agire? Un buon quarto della classe si è fatto comperare il libro da genitori o altri parenti sensibili. Tra l’altro, l’edizione che risponde al codice digitato qualche riga più in alto, è abbondantemente illustrata e costituisce di certo un’opera che sfigura neanche un pochino in una libreria per persone serie come noi.

    By Francesco Giudici on Set 9, 2009

  16. A mia madre mia prima maestra. Il valore di educare
    di Fernando Savater (Laterza, 1977; rist. 2004)

    Fernando Savater docente di Filosofia all’Università Complutense di Madrid.
    È un libro che consiglio ad ogni insegnante giovane o navigato.
    Non è assolutamente un trattato di scienze dell’educazione.
    È una voce filosofica che con durezza e morbidezza parla di uomini, di umanità, di educazione e di scuola.
    È un libro che può smuovere consensi e perplessità.
    È un libro che a volte ti conduce lungo strade strette e buie, poi improvvisamente ti ritrovi in verdi praterie che ti fanno venir voglia di correre.

    By IVANO crotta on Set 11, 2009

  17. Dolci parole
    di Carl Norac e Claude K. Dubois (Babalibri, 2000)

    Una storia semplice con immagini buffe che accompagnano la lettura. Quest’anno l’ho usato il primo giorno di scuola per accoglierci con parole piacevoli e il criceto (peluche) è rimasto con noi sui nostri banchi e ogni tanto ci sussurra qualche dolce parola. Anni fa l’avevo letto alla riunione con i genitori per ricordare quanto è importante prendere del tempo per l’affetto.
    Per quanto rigurada “il folletto Bambilla”, avevo comprato la prima edizione, quando le storie erano ancora poche. Con la classe stavamo analizzando le favole e così c’eravamo accorti di alcune incongruenze nelle storie. Come risolvere questo enigma? Scrivere a Roberto Piumini. Che gioia quando lui ci ha risposto con una filastrocca con i nostri nomi, dove ognuno faceva qualcosa legato al disegno che aveva spedito. Grande Roberto!!

    By antonella on Set 12, 2009

  18. La barca dei sogni. Storie della buonanotte
    di Erwin Moser (Einaudi Ragazzi, 2005)

    Per chi vuol mettere un buon testo fra le mani dei propri pupilli!
    Un libro per bambini che presenta brevi storie semplici, nelle quali anche i comportamenti dei protagonisti sono semplici. Inutile cercare la morale e proprio per questo piace parecchio. Erwin Moser è disegnatore, bravo disegnatore direi, e questo aggiunge un valore supplementare all’opera. Per chi ha allievi o figli attorno agli otto anni… da non lasciar scappare.
    Mentre scrivo noto che Moser è l’anagramma di Moers, autore che ho citato in precedenza. Conseguente a ciò che ho scritto poco fa non faccio considerazioni di sorta.

    By Francesco Giudici on Set 19, 2009

  19. Udilla
    di Mino Milani (Fabbri, 2005)

    A settembre ho preso una nuova classe… una quinta di 23 allievi. Vista la difficoltà di tenere la loro attenzione nei momenti di ascolto e di coinvolgerli nelle attività di lettura, ho provato ad andarci pesante.
    Avevo già deciso da tempo di leggere un libro con una ragazza nel ruolo di protagonista, durante l’estate ho avuto qualche scambio di consigli con colleghi e con Simone.
    Avevo tra le mani Udilla di Mino Milani (isbn 9788845113604), storia ambienta nel medioevo nella quale l’omonima protaonista cerca una vendetta personale mettendosi al servizio di un maestro d’armi osservando il quale può imparare a maneggiare la spada. Il maestro è accompagnato nel suo viaggio di città in città anche da uno scudiero che evita la violenza, le armi e gli scontri, sognando di divenire menestrello.
    Udilla e Cristiano sono due persone molto diverse tra loro e che si discostano dagli stereotipi legati al femminile ed al maschile.
    Non ero convintissimo di far leggere questo libro per la presenza di un paio di scene piuttosto violente ma, vista la necessità di catturare l’attenzione, ho provato il colpo ad effetto.

    Ho letto l’imizio del libro a voce alta, luci spente e lume di candela.
    Nella prima decina di pagine piuttosto tragiche la protagonista si ritrova sola e senza famiglia. La descrizione del ritrovamento dei famigliari, brutalmente uccisi da mercenari venuti a razziare il mulino in cui vivevano, stringe il cuore e toglie il sospiro.
    La candelina e questa scena sommate, hanno completamente catturato i ragazzi.
    Ho distribuito il libro alla classe il giorno dopo, il libro è bellissimo, con una copertina dolce al tatto e con una grafica di rara bellezza. Un libro che fa star bene già a prenderlo in mano. Ne sono rimasti tutti affascinati.
    Ora continuiamo la lettura alternativamente, un capitolo io ad alta voce, un capitolo a casa.
    Diversi ragazzi l’hanno già finito, alcuni lo leggono di nascosto sotto il banco. Un’allieva ha chiesto alla mamma di leggerlo per sapere subito “se poi finisce bene”, un altro lo legge la sera in compagnia della mamma.
    Alla riunione dei genitori mi è stato chiesto il motivo della scelta di un libro con un inizio così (da una mamma che aveva letto solo i primi capitoli), l’ho spiegato come a voi…
    e sembra sia stato un successo.

    By Andrea on Set 25, 2009

  20. Manuale del parlare 
(una retorica per i ragazzi)
    di Renzo Zuccherini (la Nuova Italia; rist. 1989).

    R.Zuccherini lavora all’ IRRSAE dell’Umbria e si occupa di educazione al parlato e di interazione verbale nella scuola materna e nella scuola dell’obbligo.
    Il titolo di questo libro proprio non mi piace, ci sono troppi manuali in circolazione: manuale del giardinaggio, del buon marito, del matrimonio, del medico in casa, ecc.
    Detto questo, vi consiglio il libro in quanto è un testo serio che sviluppa, dal punto di vista teorico e didattico, il tema della comunicazione verbale nelle sue diverse componenti: la voce, il gesto, il corpo e l’ascolto, il conteso comunicativo, gli scopi…
    Troverete una serie molto interessante di proposte didattiche (giochi, esercizi, situazioni comunicative).

    By IVANO crotta on Ott 1, 2009

  21. Lettre aux grandes personnes sur les enfants d’aujourd’hui
    di Philippe Meirieu (Ed. Rue Du Monde, Août 2009, 309 pp., ISBN 9782355040788)

    Mon premier est un enfant, un petit humain qu’il faut aider à grandir. Mon deuxième est un adulte dont le chemin n’est plus tracé à l’avance. Mon troisième est une famille qui ne cesse de se recomposer. Mon quatrième est une école qui ne sait plus où est sa véritable mission. Mon cinquième est une société marchande qui a fait de ses enfants un ” coeur de cible “. Mon sixième est la Convention internationale des droits de l’enfant qui nous rappelle à notre impérieux devoir d’éducation. Mon tout est un livre qui traite aussi bien de la crise de l’autorité que des enjeux d’Internet, du travail scolaire que de l’emprise de la publicité, du dépistage précoce des délinquants que de la maîtrise de la langue… Avec cet ouvrage, Philippe Meirieu propose une réflexion complète, nourrie de l’apport des grandes figures de la pédagogie, sur l’éducation des adultes de demain. Pour tous les adultes d’aujourd’hui. Il formule au fil des pages des propositions innovantes pour réussir ensemble cette grande aventure commune où se jouent tout à la fois l’avenir de nos enfants et celui de notre monde.

    Un testo lucido, come se ne trovano sempre meno, attento alle ragioni della pedagogia e della filosofia dell’educazione: ma dalla penna di un autore che ha insegnato praticamente in tutti i settori scolastici e che da anni si batte per le ragioni della scuola repubblicana contro le derive di una scuola sempre più tecnocratica, attenta ai bisogni pulsionali dell’oggi e, nel contempo, sempre più anomica e depressa.

    Meirieu tratteggia un complesso di riflessioni e di idee, per dimostrare che la scuola e l’educazione sono un investimento per i cittadini di domani (e quelli di oggi): con argomenti che travalicano i facili slogan sindacali e di categoria.

    P.S.: sarà un caso se questa casa editrice ha in catalogo la “GRAMMAIRE DE L’IMAGINATION” di Gianni Rodari?

    By Adolfo Tomasini on Ott 2, 2009

  22. Ecco come promesso altri due libri di quella mente “fantastica” che si annida nella scatola cranica di Walter Moers.

    La città dei libri sognanti)
    di Walter Moers (Salani, 2006, ISBN 88-8451-623-4)

    Ambientata sempre su Zamonia, nella città di Librandia. Avventure coi libri, fra i libri, per i libri, nei libri come al solito con trovate e personaggi particolari.

    L’Accalappiastreghe
    di Walter Moers (Salani, 2008, ISBN 978-88-8451-963-4)

    Il sottotitolo del libro è “Romanzo orrorifico-fantasy-culinario”. Narra le avventure di Eco (un cratto che più o meno è un gatto speciale) che per sopravvivere alla mancanza di alimenti fa un patto con Malfrosto. Questi è un mago che fa raccolta di grasso di vari esseri e il patto implica che Eco, ingrassato a dovere, verrà ucciso da Malfrosto, per recuperarne i lipidi. Come andrà a finire più o meno si può presagire, ma il bello sta nelle continue avventure e nei personaggi che Moers presenta di pagina in pagina.

    By Francesco Giudici on Nov 5, 2009

  23. La pedagogia della lumaca
    di Gianfranco Zavalloni (Editrice Missionaria Italiana, 2008)

    Riguardo all’importanza della lentezza, più volte toccata da Ivano (o leggibile nelle sue proposte e nelle sue parole), vorrei segnalarvi un libro che ho trovato molto bello. A volte confortante, altre anche illuminante. Un libro che riprendo in mano volentieri per ritrovare la poesia dell’insegnare.
    Si tratta della “Pedagogia della lumaca” di Zavalloni:
    tutte le info qui: http://www.scuolacreativa.it/pedagogia-della-lumaca.html

    Paul ha un lavoro estivo
    di Michel Rabagliati (Coconino Press, 2004, ISBN 9788888063812)

    Pensando alla poesia che dà anima alla nostra particolare professione, mi è venuta voglia di segnalarvi uno dei miei libri preferiti, comprensibili ed apprezzabili solo da chi ha esperienze di insegnamento in giovane età e/o di colonie, scuole verdi, campi estivi.
    Si tratta della graphic novel “Paul ha un lavoro estivo” di Michel Rabagliati, edizioni Coconino.
    La storia è basata sul ricordo di un’estate particolare dell’autore nella quale partecipò come monitore ad un campo estivo.
    Posso quasi dire di aver fatto leggere questo libro a tutti quelli che conosco, i riscontri sono sempre stati positivi tanto che qualcuno mi ha detto:
    “Mi sono commosso fino alle lacrime solo per due libri in vita mia, per questo, e per i fratelli Karamazov”

    By Andrea on Gen 14, 2010

  24. Il dito magico
    di Roald Dahl (Salani-i criceti, 2003, ISBN88-7782-559-6)

    Libriccino che si legge con piacere e dà spunto per molti approfondimenti sia a livello orale che scritto. La protagonista di questo libro scopre di possedere un “dito magico” e quando si arrabbia molto e qualcosa la fa soffrire particolarmente lo punta verso chi l’ha fatta inviperire. Nella mia classe, dove c’è qualche problema di relazioni, l’ho utilizzato proprio per far affiorare, come in un gioco, situazioni emotive dei vari bambini.

    By Silvia on Mar 17, 2010

  25. La casa sull’albero
    di Bianca Pitzorno (Mondadori Junior, 2009)

    Tutti i bambini, prima o poi, sognano di costruire e possedere una casa sull’albero, magari segreta dove vivere momenti lontani dalle regole e dai doveri di tutti i giorni. Aglaia, una bambina di otto anni, va a vivere con Bianca, un’amica adulta, espertissima nel risolvere le più incredibili situazioni, proprio su di un albero, bellissimo; oserei dire fantastico! Su quest’albero maturano frutti di ogni sorta; vi matura pure il… pane! Le due amiche costituiscono con il passar del tempo una stravagante famiglia di cani volanti, gatti che parlano un italiano forbito, neonati che miagolano e… per non dimenticare il difficile rapporto con il coinquilino del “ramo di sopra”, il Signor Beccaris Brullo.
    Il libro lo avevo letto qualche anno fa e non lo avevo apprezzato, ora l’ho riproposto con un’attenzione particolare ai vari dettagli e ci ha dato veramente moltissimi spunti di lavoro. Apprezzatissimo da tutti gli allievi!

    By Silvia on Mar 21, 2010

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