Sulla poesia…

Ottobre 2, 2009 – 4:25 pm

In vista dell’incontro del 21 ottobre (e anche per eventuali riflessioni successive), vi chiediamo di provare a rispondere alle domande sotto elencate. Le risposte vanno inviate qui, nel blog, sotto forma di commenti a questo articolo. Potete scegliere se

a) rispondere a tutte le domande ( al massimo due frasi per ogni risposta);
b) rispondere in maniera più articolata a una sola domanda.

Ecco le domande:

  1. Cosa è la poesia?
  2. Dove sta la poesia?
  3. Perché è importante proporre poesia alla Scuola Elementare?
  4. Quale valore aggiunto porta?
  5. Come proporre poesia alla Scuola Elementare?
  6. Come prepararsi per offrire poesia agli allievi?
  7. L’ora di poesia o la buona occasione della poesia?
  8. Quando scelgo una poesia per i miei allievi, scelgo un prodotto linguistico da indagare o c’è anche dell’altro ?

Vi ricordiamo poi l’altro “compito”, del tutto facoltativo, che vi abbiamo proposto sempre in vista del prossimo incontro e che non va pubblicato sul blog. Vi abbiamo chiesto di

  1. scrivere una poesia e, dopo aver scritto la poesia, di provare a riflettere sul seguente aspetto: quale sforzo ho dovuto affrontare, cosa ho dovuto “mobilitare” nel comporre il mio testo (a livello cognitivo, linguistico, evocativo, emotivo,…);
  2. scrivere tre frasi, di significato diverso, contenenti l’avverbio già.

Buon lavoro e a presto!

  1. 19 Responses to “Sulla poesia…”

  2. Per fare un po’ da apripista ecco tre citazioni che reputo piuttosto interessanti. Le prime due sono di Giovanni Giudici, poeta e giornalista, nato a Portovenere nel 1924.

    “… la lingua poetica è una lingua straniera di un paese strano, ma nostro …” da Gli aeroplanini di Kafka, 1981

    “… la lingua della poesia si sottrae spavaldamente e quasi beffardamente al dominio della presente e di altre future razionalità, proprio perché legata in prevalenza a quelle zone di sensibilità che l’evoluzione storica ha trascurato di razionalizzare e che peraltro sussistono ancora, libere da qualsiasi *Intelligenza*, in numerose specie animali.” da Come si costruisce una poesia, 1984

    La terza è una simpatica riflessione di Dino Buzzati:

    “Sarà logora romanticheria, ma ci consolò il sapere che mentre gli altri erano sprofondati nel tetro sonno, lassù, alla luce di una solitaria lampada, lui stesse poetando. Questa era infatti l’ora remota e massima, il profondo recesso della notte dove nascono i sogni, e l’anima, se può, si libera dai dolori accumulati, spaziando sopra i tetti e le caligini del mondo, cercando le parole misteriose che domani soccorrendo la grazia, trapaneranno i cuori della gente, inducendola a pensare cose grandi. Sarebbe infatti mai possibile che i poeti lavorassero, poniamo, alle dieci di mattina, con la barba appena fatta, dopo un’abbondante colazione?” da Una pallottola di carta

    By Francesco Giudici on Ott 7, 2009

  3. Cos’è la poesia?
    discutendo tra noi, troviamo difficile dare una risposta sufficientemente completa ed esaustiva.
    Certamente questo argomento tocca le corde più profonde dell’essere umano.
    Silenzio, pause, riflessioni, sentimenti forti, paure, emozioni, ritmi, desideri, passioni, voglia di espressione, bisogno di comunicare, di raccontare e, soprattutto, raccontarsi, per vedere se stessi riflessi in parole su un lago bianco di carta.
    La poesia suscita empatia, vicinanza, sentimenti sublimi o estremi.
    Parole che toccano, scuotono, accarezzano, feriscono, consolano, ledono, rallegrano, ravvivano, ci cambiano…
    La poesia ci richiama il valore delle piccole e grandi cose, l’essenza della vita.
    Fa vibrare e nutre la parte più profonda, autentica dell’essere umano.

    By Erica e Loris on Ott 15, 2009

  4. 1) Cosa è la poesia?
    Una poesia è una MAGIA DI PAROLE. Non tutte le parole possono diventare magiche. Per vedere se una parola è magica bisogna ASCOLTARLA, GUARDARLA, e magari TOCCARLA e ANNUSARLA. (tratto da Donatella Bisutti, Parole Magiche)
    2) Dove sta la poesia?
    Nel “mare” delle emozioni e dei sentimenti.
    3) Perché è importante proporre poesia alla SE?
    Perché tramite la scrittura poetica il bambino impara a giocare con le parole, a dire le cose in una forma particolare per ottenere determinati effetti. Impara a non avere timore delle parole, ma a padroneggiarle e farle proprie.
    4) Quale valore aggiunto porta?
    La poesia regala oltre al valore letterario e culturale un proprio valore formativo e creativo, in quanto permette l’espressione della realtà interna ed esterna di ciascuno. Inoltre apporta la dimensione magica del pensiero e delle parole alimentano la creatività.
    5) Come proporre poesia alla SE?
    Proporre poesie che siano vicine al vissuto dei bambini ma che allo stesso tempo suggeriscano qualcosa di nuovo.
    6) Come prepararsi per offrire poesia agli allievi?
    Facendosi un bagaglio proprio di poesie per poi avere la possibilità di fare una scelta accurata della proposta da portare in classe.
    7) L’ora di poesia o la buona occasione della poesia?
    La poesia per essere magia non deve diventare “l’ora di poesia” ma un momento da gustare con la classe.
    8 ) Quando scelgo una poesia per i miei allievi scelgo un prodotto linguistico da indagare o c’è anche dell’altro?
    C’è un prodotto linguistico da indagare e molto dell’altro. Vedi sopra…

    È davvero risultato difficile racchiudere la poesia in queste domande puntuali e specifiche poiché… POESIA È MAGIA.

    By LisaeLara on Ott 15, 2009

  5. Cos’è la poesia?
    La poesia costituisce quel tassello che ci permette di tenere socchiusa la porta dietro la quale sta un’altra dimensione della lingua. La porta spinge con forza per richiudersi, il pavimento sul quale è posato il tassello è scivoloso perché il mondo che sta dall’altra parte è potente, restio a svelarsi. Le mie occhiate oltre quella soglia sono state parecchie e vorrei qui riferire le prime due, delle quali ho un ricordo cosciente.

    “all’urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo?” stralcio della lirica di Salvatore Quasimodo che ha per titolo Alle fronde dei salici. Quelle due parole, quelle otto lettere che formano “urlo nero” non sono più uscite dalla mia mente e mi hanno prestato un nuovo senso (forse si tratta solo della somma di due sensi già esistenti) per aiutarmi a conoscere il mondo che mi sta attorno.

    “In giro una volta per la vecchia Baltimora – Pieno il cuore e la testa di gioia, – Vidi un Baltimorano – Che guardava fisso. – Bene, io avevo otto anni ed ero molto piccolo, – Ed egli non era un dito più alto di me, – E quindi gli sorrisi, ma quello cacciò fuori – Tanto di lingua, e mi chiamò ‘Sporco negro’. – Io vidi tutta Baltimora – Da maggio a dicembre; – Di tutte le cose che accaddero – Questa è la sola ch’io ricordi.” si tratta qui di una poesia di Countee Cullen, un poeta afro-americano nato a New York nel 1903 e morto pure a New York nel 1946. Ringrazio ancora adesso il maestro di scuola maggiore che ha fatto scrivere sui nostri quaderni questi versi. Con essi ho imparato a vedere un po’ di mondo attraverso i sentimenti degli altri e penso che questa ultima annotazione sia pure un’ulteriore degna risposta alla domanda iniziale.

    By Francesco Giudici on Ott 15, 2009

  6. Sulla poesia……..

    1. La poesia è un momento “magico” dove le emozioni possono emergere
    ed essere condivise.

    2. La poesia è attorno a noi, basta aprire gli occhi, le orecchie e il cuore.

    3. E’ importante per mostrare i differenti modi di scrivere, di esprime-
    re le proprie emozioni, di comunicare delle sensazioni o delle descri-
    zioni di persone o paesaggi,….
    E’ importante per avere degli esempi da cui attingere per “giocare”
    con la lingua.

    4. Il valore aggiunto che apporta potrebbe essere la scoperta di un
    mondo interiore che a volte si tende a nascondere o il giocare
    con la lingua producendo testi “strani” (sonori, in rima, con un certo
    ritmo,….) senza particolari regole, mostrando così ai bambini che
    anche loro sanno scrivere.

    5. La si potrebbe proporre, in primo luogo, con entusiasmo, e poi sottofor-
    ma di:
    – lettura della docente;
    – riordino di frasi;
    – ascolto alla radio
    e continuare, in seguito, con un’eventuale analisi, più approfondita, a
    dipendenza della classe e del coinvolgimento dei bambini.

    6. Mi preparo scegliendo una poesia che mi piace, che mi dà qualcosa, e
    dove trovo che si possa intavolare “una discussione” con i bambini.
    Mi informo sul periodo storico, se fosse il caso, e sulla vita dell’auto-
    re.

    7. La buona occasione, sicuramente!!!

    8. Sceglierei entrambi; comunque in primo luogo sceglierei un prodotto
    che ci porta a discutere sulle parole, sul loro significato, sulle simi-
    litudini, sulle metafore, su ciò che tutto questo evoca.

    By Rita Ostinelli on Ott 16, 2009

  7. 1) La poesia è “giocare” con le parole, è ritmo e sonorità; è un testo corto, a volte non molto chiaro/esplicito, a volte segue delle regole. La poesia è scrittura di un concetto, di un’emozione che rimanda a un ricordo vissuto a un sentimento.

    2) La poesia sta nei libri ma anche attorno a noi (frasi pronunciate, spunti offerti dalla natura).

    3) Offre l’esempio di scrivere/descrivere in modo diverso; suscita emozioni. Imparare a memoria una poesia esercita la memoria.

    4) Pensando alle emozioni… apre porte sconosciute, nascoste dentro di noi; pensando alla scrittura… apre porte diverse dal solito testo.

    5) Lettura ad alta voce da parte del docente; ascolto e traduzione tramite il disegno del contenuto; riscrittura da parte dell’allievo seguendo la struttura data.

    6) Docente deve avere la sua “valigia delle poesie” dalla quale pescare quella più adatta al momento/all’occasione.

    7) La buona occasione (un fatto avvenuto o visto in classe/fuori… proporre poesia adatta)!

    8 ) Dipende dalla poesia o dal momento: a volte è interessante indagare il prodotto linguistico, a volte prevale l’emozione che suscita la poesia. A volte posso anche sceglierla per le immagini che mi regala, il tipo di metafora o similitudine.

    By Corinna Colombo on Ott 17, 2009

  8. Condivido pienamente ciò che hanno scritto i colleghi su “Cos’è la poesia” e cerco quindi di rispondere alla domanda “Dove sta la poesia?”.
    Il dizionario dice che la poesia è “espressione metaforica di contenuti umani in corrispondenza di peculiari schemi ritmici e stilistici”, si potrebbe allora dire che la poesia è ovunque! Dove ci sono emozioni, dove di sono sentimenti, dove c’è rabbia e dolore, dove c’è felicità, gioia, tristezza, ecc. In breve, dove c’è l’uomo (in senso lato), potenzialmente c’è la poesia. Ma la poesia è anche un prodotto linguistico, chi la produce ha capacità e competenze adeguate. Perciò la poesia non è da tutti e di conseguenza non può essere ovunque.
    Forse la poesia sta dentro coloro che necessitano concettualizzare un sentimento, un’emozione. Attraverso le parole, alla loro potenza, è possibile arginare, contenere quegli stati d’animo che altrimenti potrebbero essere devastanti (in bene o in male).

    Mi è tornata alla mente una canzone di Pierangelo Bertoli che fa della satira sul “mestiere dei poeti”. Allego il testo perché è simpatico e mi fa pensare che non sempre c’è poesia nelle poesie, a volte, però, in situazioni assolutamente non poetiche, ci può essere molta poesia.

    I Poeti Pierangelo Bertoli > Certi Momenti (1981)

    (P.Bertoli-G.Brandolini)

    I poeti son poeti perché scrivono poesie
    fanno a gara nei concorsi dove vincono bugie
    quei concorsi col salame, con la medaglietta d’oro
    hanno il vizio di spiegarti che i poeti sono loro.

    Il poeta è un uomo stanco che si sveglia a mezzogiorno
    che si affaccia dal balcone e si guarda appena intorno
    insicuro e sempre incerto si trascina alla sua tana
    caffelatte con le uova che la mamma gli prepara.
    I poeti son dei matti che non pagano il pedaggio
    fanno finta di capire quando scrivono “coraggio”
    ma se c’è da far la guerra il poeta è giù in cantina
    fa l’amore con la serva e si scopa la regina.
    Il poeta ha dei segreti che non dice con nessuno
    sono formule di sogno che gli fan vendere fumo
    con quell’aria un po’ sorniona, privilegio dell’artista
    ama i gatti, beve vino, scorda il conto del dentista.
    I poeti sono il sole che riscalda le speranze
    della gente disperata che si nutre di bestemmie
    i poeti sono il mare che circonda tutto quanto
    ma hanno la pelle troppo chiara e non fanno più di un tanto.
    I poeti son poeti perché scrivono poesie
    fanno a gara nei concorsi dove vincono bugie
    quei concorsi col diploma, coi discorsi culturali
    dove vincono il diritto di non essere normali.

    By ivana mora on Ott 17, 2009

  9. La poesia è un respiro della lingua: con lei le parole giocano indossando vestiti freschi, suonando strumenti curiosi, … La poesia ama giocare a nascondino e a volte la si può scovare nell’immagine di un tramonto, altre volte nel pianto di un bambino, oppure la si vede dondolare con l’ultima foglia d’autunno. Per poterla individuare si devono allenare i sensi più intimi nel nostro essere.
    La poesia entra nell’aula scolastica in punta di piedi, alcune volte rimane nell’atrio ad ascoltare e poi improvvisamente fa la sua apparizione, magari ammantata di neve per accompagnare gli allievi durante una nevicata, oppure appare golosa di suoni durante una lezione di lingua. Lei porta un’apparente leggerezza, che può trasformarsi in giochi di scoperta e arricchimento lessicale, grammaticale o culturale.
    La sua apparizione improvvisa va accolta e coccolata, per permetterle di mostrarsi nella sua essenza.
    Un momento preciso in cui invitarla è difficile, perché lei è spontanea. A volte la si può chiamare, preparando il terreno. In alcune occasioni si lascia svestire e si scopre nei suoi giochi di rima, di metrica o di figure retoriche.

    By antonella on Ott 19, 2009

  10. 1)La poesia è sentimento, è emozione.

    2)La poesia sta nel cuore di ognuno di noi, basta volere o/e sapere riconoscerla ed esprimerla

    3)È importante proporre poesia perché i bambini hanno una sensibilità diversa e meno inibizioni, in relazione ai sentimenti, rispetto agli adulti.

    4)Un altro modo di leggere e interpretare la lingua, le parole

    5)Bella domanda! Noi purtroppo in questo ambito siamo piuttosto carenti e bloccati. Speriamo di trovare qualche aiuto in questo corso.

    6) In aggiunta al leggere e conoscere molte poesie ci vorrebbe quel qualcosa in più per farla AMARE.

    7) Sicuramente una buona occasione: anche un bel quadro o una canzone sono poesia.

    8)Oltre al prodotto linguistico c’è soprattutto dell’altro. Che poesia sarebbe senza quel “qualcosa in più”?

    By Sabrina e Angelo on Ott 19, 2009

  11. Che cos’è la poesia?
    Di primo acchito sembrerebbe una domanda abbastanza facile, a cui molto spesso quali docenti siamo confrontati. A chi non è mai capitato di sentirsi chiedere da un bambino che cos’è questo o quell’altro? E solitamente rispondiamo con frasi, parole alquanto semplici o con sinonimi. Partendo proprio da quest’ultimo suggerimento oserei definire la poesia come arte poetica, suggerita anche nell’etimologia della parola “poiesis” . Ecco quindi che poesia richiama il fare, l’agire tecnico o produttivo di cui accennava già Aristotele. “L’agire tecnico (poiesis), o produttivo, è quello proprio dell’artigiano: esso è guidato dall’idea (eidos) o modello dell’oggetto da produrre e trova la sua perfezione nell’abilità (techne) operativa posseduta. L’azione in questo contesto è solo il mezzo necessario al raggiungimento del fine, ma non è il fine stesso; in questo caso infatti il fine è il prodotto, diverso dall’azione, il quale prodotto comincia ad esistere solo al termine dell’azione.”(http://xoomer.virgilio.it/rcarsill/). Di conseguenza la poesia risulterebbe essere il prodotto di un’azione, ma non sarebbe l’azione stessa.
    Proseguendo poi con il gioco di parole e andando a spulciare nella tesoreria informatizzata, luogo detto più comunemente Thesaurus (ma mi sembrava troppo semplice) ecco venirci in aiuto sostantivi quali evasione, astrazione, chimera, fantasticheria, idealità, lirismo, bellezza, ispirazione, suggestione,… La poesia è dunque tutto ciò? A questo punto è doveroso soffermarsi, riflettendo per alcune righe anche su questi termini. In effetti tutto ci spiegano tranne come la poesia possa essere anche libertà d’espressione ed espressione di sentimenti caratterizzanti una realtà ben definita. Eppure qualche Poeta (e notate la P maiuscola) non si è sicuramente dimenticato di trattare questi aspetti nei suoi versi. Saranno stati forse troppo negativi per ricordarli, o saranno stati troppo positivi per dimenticarli? La poesia diventa quindi anche lo specchio della realtà stessa, portandosi dietro tutti i vissuti del proprio autore. Ricordiamo poi che chi ci scrive, lo fa usando i cinque sensi e di conseguenza la poesia è anche olfatto, udito, gusto, suono e tatto.
    In conclusione, considerando che oggigiorno abbiamo molti più scrittori che lettori e che è nostro compito quali docenti cercare almeno di riequilibrare la bilancia, favorendo la lettura di poesie (tra l’altro corte rispetto alla prosa) per far fare dei viaggi per proprio conto ai bambini (e non solo) abituandoli alla lentezza e alla precisione in mondo frenetico che non permette loro delle pause, ma anche il regalargli della parole, perché la poesia è anche questo, credo di poter rispondere alla domanda iniziale dicendo semplicemente che la poesia è qualcosa di forse troppo denso per essere spiegato con un solo termine, oserei quindi affermare che è una parola caduta nello stagno!

    By Edy Zellweger on Ott 19, 2009

  12. Domanda abbastanza facile?
    Non condivido…
    Per me è difficilissima e, mi chiedo, c’è una risposta che vale per tutti?

    MI trovo in grande difficoltà nel parlare di poesia, anche perchè tutti ne parlate benissimo, mentre per me conta molto meno.

    No, non sono freddo, provo anch’io dei sentimenti, provo emozioni (mi commuovo pure spesso e volentieri).
    Però la poesia non mi scalda, non mi prende, non mi manca quando non c’è.

    Trovo la poesia, intesa come la capacità di dare emozioni, di suggestionare, di toccare i sentimenti in molte forme aristiche.
    La trovo nei cigni di Mattia Polli (http://www.mattiapolli.ch/pagina1.htm), nei quadri di Signac, nei film (anche in quelli animati, come non commuoversi con davanti a Wall-e, Up o “una tomba per le lucciole”?).
    La trovo nei romanzi, nelle fotografie, nei romanzi a fumetti (penso, in questo momento, a “Paul ha un lavoro estivo”).
    La trovo nelle lettere, nei bigliettini (a volte in rima), qualche volte l’ho trovata anche in qualche mail o sms…

    Fatico per contro ad emozionarmi con le poesie, quelle “vere” fatte di parole, eventualmente versi, strofe, rime…
    A meno che, la poesia, l’abbia scritta qualcuno che mi sta vicino, che conosco.
    Oltretutto non riesco a ricordarmene una a memoria, neanche a rileggerla tutti i giorni o tenendola sempre sotto gli occhi.

    Porto raramente poesie in classe. Quest’anno faccio uno scambio con una collega che, un’ora alla settimana, propone delle attività di poesia alla mia classe.

    Ho scritto qualche volta qualche verso,
    ho trovato qualche rima, magari per mandare un messaggio a qualcuno; per regalare un’emozione.
    Spesso (e volentieri) in dialetto.
    Lingua che mi emoziona di più, che sento più vicina all’anima. Forse anche per questo, la poesia in italiano mi emoziona raramente.

    By Andrea on Ott 20, 2009

  13. Perché è importante proporre poesia alla Scuola Elementare?

    Premetto che, pur riconoscendone l’importanza, non propongo regolarmente momenti di poesia ai miei allievi, e di questo un po’ mi rammarico. La poesia è importante, non v’è dubbio. È importante perché ci permette di entrare nel mondo delle emozioni, di muoverle, ma anche di filtrarle. La poesia ci prende per mano e ci guida in questo delicato mondo, a volte con slancio, inebriandoci; a volte lentamente, facendoci riflettere; a volte ancora, guidandoci attraverso cristalli di ricordi, di paure e di mistero per arrivare dove il pensiero logico non ci può portare.
    Questa mattina alla radio parlavano di poesia. Una citazione in particolare mi è rimasta impressa; diceva più o meno così: la poesia arriva dove la filosofia non riesce ad arrivare.
    Se ne riconosco l’importanza, vorrei però anche porre qualche dubbio sull’eventuale abuso di poesia. Voglio dire, anche muovere troppo le emozioni, può avere qualche controindicazione. Un certo equilibrio è auspicabile. Perché se un giorno magari volentieri m’illumino d’immenso o me ne sto sull’uscio a rimirare, gli altri preferirei stare tra le vie del borgo, tra quelli che voglion esser lieti.

    By Ivan Zorzi on Ott 20, 2009

  14. 1) La poesia è la libertà di non dover rispondere alla domanda “Cosa vuole dirci il poeta?”, ma di rispondere ugualmente alla domanda. Nei modi suggeriti dal genere: personali, impliciti, interiori, tortuosi, intriganti,divertenti, malinconici o tristi.

    By anna on Ott 21, 2009

  15. 1. La poesia è il tipo di testo più personale che esista. Nasce da parole colme di sentimenti e esperienze dello scrittore. Apprezzare la poesia è avvicinarsi e capire chi l’ha scritta.

    2. La poesia si può trovare ovunque, basta aprire il proprio cuore e lasciarsi trascinare dai sentimenti e dalle emozioni di chi le scrive.

    3. Qualche volta ho sentito dire che la violenza nasce anche dal fatto che i ragazzi di oggi non sanno esprimersi in altro modo, non sanno usare le parole. La poesia potrebbe stimolare l’emergere di emozioni delle quali non sono abituati a parlare.

    4. Una poesia non è un semplice testo, riuscire a leggerlo e a capirlo può far nascere in noi una certa sensibilità. Non si può rimanere indifferenti. La poesia ci dà la possibilitâ di soffermarci anche sulle cose più semplici.

    5. Non partire dall’analisi metrica, ma prediligere la presa di coscienza della forza emotiva che essa sprigiona.

    6. Prima di tutto dobbiamo leggerla e rileggerla e mettere per iscritto tutto ciò che abbiamo provato leggendola. Poi sicuramente in un secondo momento analizzarla più approfonditamente.

    7. Sicuramente attendere o creare la buona occasione!

    8. Certamente prediligere scelte atte a scaturire determinate discussioni tra il gruppo classe.

    By Monica e Marika on Ott 21, 2009

  16. Sulla poesia…

    b) Rispondere in maniera più articolata a una sola domanda.

    5) Come proporre poesia alla Scuola Elementare?

    Nel primo ciclo per avvicinare i nostri allievi alla poesia proponiamo delle filastrocche.

    - Lettura espressiva della filastrocca da parte del docente.
    - In classe ogni giorno ripetiamo una parte della filastrocca fino a quando tutti l’hanno memorizzata interamente.
    - Una volta memorizzata facciamo dei giochi collettivi: gioco del “plouf” (ogni allievo a turno dice una riga della filastrocca) / per ogni riga si cambia il tono di voce (sottovoce, normale, forte) secondo le nostre indicazioni / cambiare la voce secondo il contenuto / classe divisa in due gruppi si intercala nella recitazione / quando possibile il testo è accompagnato da gesti.
    - Ricerca delle rime e trovare altre parole in rima.
    Esempio:
    Un ragnetto pelosetto
    è salito in cima al tetto;

    –> sacchetto, paletto, pacchetto, giacchetto, …
    - Scrivere individualmente la filastrocca rispettando “l’andare a capo di ogni riga”. Non viene richiesta la punteggiatura.
    - Consegna del testo e autocorrezione individuale.
    - Inventare collettivamente, tenendo conto delle rime, una filastrocca.

    Esempio:
    Il ragnetto della filastrocca diventa gallina:

    Una gallina pasticciona
    sta seduta in poltrona;

    Obiettivi:
    - Esercitare la memoria
    - Pronunciare correttamente la parole
    - Consolidare l’ortografia

    Criteri per la scelta delle filastrocche:
    - Testi divertenti
    - Testi legati ad attività di ambiente. Es. stagioni, mesi, …
    - Testi che si prestano a rappresentazioni mentali per facilitare la memorizzazione

    By Prisca e Patrizia on Ott 22, 2009

  17. Nella pagina “Documenti”, accessibile tramite password, è disponibile il pdf delle slide usate da Ivano durante l’incontro 3, sulla poesia.

    By Simone Fornara on Nov 1, 2009

  18. Per il calendario d’avvento ho preparato una poesia per bambino, poesie con giochi di rima, giochi di suoni, testi curiosi, … Le ho piegate in tre e le ho appese a dei fili che sventolano (questo sarà il mio tocco natalizio). Ogni mattina un bambino sceglierà un biglietto e dovrà allenarsi a leggerla ai compagni per la mattina seguente. Il mio regalo sarà quello di aiutarlo nella lettura (me le sono preparate tutte). Alla fine dell’avvento ogni bambino protrà prendere le poesie che più gli sono piaciute e crearsi un mini libro.
    Il mio obiettivo é quello di avvicinarci (eh sì me compresa) a questo mondo. Spero che dopo Natale qualcuno abbia voglia di leggerle ancora alla classe e magari di vederne altre assieme. Spero che possa diventare un rito.

    By antonella on Nov 29, 2009

  19. Cara Antonella, la tua è una bella e delicata idea.
    I tuoi allievi si ricorderanno certamente di questi momenti.

    By IVANO crotta on Nov 30, 2009

  20. Ecco una poesia (canzone di Jacques Brel) che offre spunti per una estesa attività (quinta elementare!) da incentrare sulla metafora. L’idea di proporre un testo di questo genere mi viene da Ivano con la sua perorazione dedicata a Guccini.

    Conosco delle Barche

    Conosco delle barche che restano nel porto per paura
    che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

    Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
    per non aver mai rischiato una vela fuori.

    Conosco delle barche che si dimenticano di partire
    hanno paura del mare a furia di invecchiare
    e le onde non le hanno mai portate altrove,
    il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

    Conosco delle barche talmente incatenate
    che hanno disimparato come liberarsi.

    Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
    per essere veramente sicure di non capovolgersi.

    Conosco delle barche che vanno in gruppo
    ad affrontare il vento forte al di là della paura.

    Conosco delle barche che si graffiano un po’
    sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.

    Conosco delle barche
    che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
    ogni giorno della loro vita
    e che non hanno paura a volte di lanciarsi
    fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

    Conosco delle barche
    che tornano in porto lacerate dappertutto,
    ma più coraggiose e più forti.

    Conosco delle barche straboccanti di sole
    perché hanno condiviso anni meravigliosi.

    Conosco delle barche
    che tornano sempre quando hanno navigato.

    Fino al loro ultimo giorno,
    e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
    perché hanno un cuore a misura di oceano.

    By Francesco Giudici on Nov 30, 2009

Post a Comment

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture.
Anti-spam image